Un drone su Marte: tutti i perché di una sfida ardua

Mars Helicopter Scout (MHC)
Una ricostruzione del Mars Helicopter Scout pronto a decollare su Marte

Sull’ onda del boom dei droni, anche la Nasa ha pensato bene di coadiuvare l’esplorazione del Pianeta Rosso con un drone, ma sarà un’impresa tutt’ altro che semplice. Bisogna considerare vari fattori, ma non tutto è negativo.

Hey AC Drone! Le tue esplorazioni sulle coste del Salento sono ormai rinomate, ma saresti in grado di ripetere le stesse gesta su Marte?

Questo è l’ambizioso progetto del programma di esplorazione marziana della NASA, che ha avviato la sperimentazione del Mars Helicopter Scout (MHC, nome provvisorio). Il piccolo drone esploratore, mandando immagini dettagliate agli uomini a terra, avrà il compito di facilitare gli spostamenti del rover Mars 2020 sulla superficie del Pianeta Rosso elaborando mappe tridimensionali del terreno. Ma le sue ricognizioni hanno non poche difficoltà.



Innanzitutto un drone su Marte ha problematiche legate al decollo.

L’atmosfera del Pianeta Rosso è infatti molto rarefatta, con una pressione pari ad appena l’1% rispetto all’ atmosfera terrestre. Di conseguenza ciò incide enormemente sulla forza verticale (opposta alla forza peso) diretta verso l’alto che il drone dovrà esercitare per potersi sollevare dal suolo. Altro fattore importante è la forza di gravità marziana pari solo a 3,711 m/s² , circa un terzo rispetto alla Terra, che rende il drone più leggero. Tuttavia dai test eseguiti presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA sembrano essere incoraggianti: il piccolo MHC ha potuto volare per oltre 80 minuti in una camera a vuoto in cui sono state riprodotte le condizioni di volo dei cieli marziani.

Per pilotare un drone su marte, un altro nodo da sciogliere è legato al sistema di navigazione.

Telecomandare il multicottero dalla Terra comporterebbe un ritardo del segnale di circa 8 minuti, decisamente improponibile per un velivolo. Il Mars Helicopter Scout dovrà dunque avere un sistema di navigazione autonomo in grado di percepire possibili aree di atterraggio in base alle immagini raccolte con dettagli dell’ordine del centimetro.

Inoltre un drone su Marte non può contare sul campo magnetico per orientarsi: potrà sfruttare solo la posizione del sole rispetto al pianeta. Un giorno solare medio su Marte dura 24h 39m 35,244s, ossia un Sol (unità di misura del giorno marziano). Il sole sarà determinante anche per l’alimentazione del multicottero: considerati i tempi di ricarica solare, non potrà dunque effettuare molti voli giornalieri. Il piccolo MHC sarà comunque in grado di coprire una distanza giornaliera di circa 600 metri, anche con tempi di volo di soli 3 minuti circa. Rispetto all’utilizzo di un rover dunque si potrebbero coprire zone fino a 3 volte maggiori ogni sol (giorno marziano).

Ma d’altro canto per fortuna, considerate tutte queste difficoltà, almeno su Marte non valgono le strette normative del regolamento ENAC sul volo degli Aeromobili a Pilotaggio Remoto!

Antonio De Guido

Esperto di comunicazione, contenuti pregni di significato conditi da quanta più chiarezza espositiva possibile. La lista dei suoi articoli

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